Recensione: "Il Nido" di Cynthia D'Aprix Sweeney

mercoledì 25 gennaio 2017



«Tutte le famiglie felici si assomigliano.
Ma ogni famiglia infelice, è infelice a modo suo»
- Tolstoj


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Il 
Nido 
di Cynthia D'Aprix Sweeney
Pagine 372
Prezzo 19€
Frassinelli
già disponibile
voto:
★★★★☆
..o..


Aveva deciso di creare un fondo per i suoi figli. 
«Niente di importante», aveva più volte ripetuto, «un piccolo nido, un investimento prudente, di cui potrete godere col tempo, senza sfruttarlo.»

Ex genio messo in ginocchio dalla crisi del 2008, Leo è il maggiore dei quattro fratelli Plumb, babyboomers abbondantemente adulti secondo l'anagrafe e altrettanto sprovveduti nella realtà di ogni giorno, con le loro vite irrisolte e sempre in attesa del «Nido», l'eredità che il padre ha accantonato per loro, e che i fratelli hanno in buona parte già dilapidato prima di entrarne in possesso.
Ed è proprio quando i soldi sembrano finalmente a portata di mano che tutto precipita: al matrimonio del cugino, nel tentativo di sedurre una cameriera diciannovenne, Leo carica la ragazza in macchina e finisce per provocare un disastroso incidente.
Qualche tempo dopo, in uno di quei mesi di ottobre che a New York sembrano già inverno, Melody, Beatrice e Jack sono pronti ad accogliere il fratello appena uscito dal centro di riabilitazione. Ma è lui che preferirebbe evitare di vederli. Perché dovrebbe spiegare come – per riparare i danni dell'incidente – si è giocato anche la loro parte di eredità.
E così intorno al «Nido», e a causa sua, i fratelli Plumb intesseranno una ragnatela di equivoci e inganni, segreti e bugie e tradimenti, nella quale loro stessi finiranno intrappolati. Trascinante, commovente, divertente e dissacrante, Il Nido è un concentrato di personaggi unici, un brillante riassunto delle ultime puntate della nostra Storia, un ironico bilancio generazionale e, in conclusione, una nuova dimostrazione della massima di Tolstoj: «tutte le famiglie felici si assomigliano. Ma ogni famiglia infelice, è infelice a modo suo».

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Considerazioni.
Strana storia quella della famiglia Plumb. Si perché il capofamiglia è un uomo che è recentemente venuto a mancare e che ha lasciato un ragguardevole patrimonio ai suoi figli. 

Leonard Plumb Senior era infatti un uomo che fondava la propria fortuna sul duro lavoro, risparmiando giorno dopo giorno, sacrificandosi, che credeva nell'assennatezza, nella volontà di affermazione e la voglia di emergere.

Che meraviglia, direte voi. Certamente, se non fosse che i figli non sono stati all'altezza del padre ed altrettanto lungimiranti quanto lui. I quattro figli di L.P. Senior sono stati avidi, difettano di una sostanziale repulsione per la realizzazione personale, per l'attaccamento al lavoro e per mettere "il gruzzoletto da parte". Alla morte del padre ecco dunque che tutti i figli sono speranzosi di entrare in possesso del patrimonio paterno, ed aspettano la data di quando potranno farlo con ansia e attesa: ovvero il quarantesimo compleanno del figlio più piccolo.

Ma L.P. Senior ha pianificato tutto per loro, anche gli imprevisti. Ed infatti ecco che per quegli accadimenti inevitabili e davvero "vitali/mortali" il "Nido" può essere intaccato. Ecco dunque che i fratelli Plumb, in attesa di abbuffarsi con le "uova" del Nido (ovvero un fondo fiduciario piuttosto cospicuo resistito a tutti gli accadimenti economici e  politici) vivono, s'incasinano le vite, bruciano rapporti e costruiscono alleanze - più o meno definibili con il termine di fraterne - imbastendo un teatro della vita che risulta decisamente interessante, ma anche un po' triste a volte, per chi legge.

Come in tutte le commedie/tragedie che imitano e richiamano la vita vera ci sanno amori e ci saranno dolori, ci saranno vincitori e ci saranno vinti, come Leonard Jr. il quale risulta sin da subito un personaggio mutevole, incostante, persino antipatico, ma che - protagonista della storia - rimane costantemente vittima degli eventi, delle relazioni, della sua stessa astuta arroganza.
Leo Plumb, infatti, il fratello maggiore della famiglia, è uno scapestrato, il tipico ragazzo ricco, egoista e scialacquatore a cui non frega assolutamente nulla di sprecare tempo, denaro, che si fa beffe dell'onore, del ritegno e delle promesse. E proprio durante il suo matrimonio abbandona la festa con un'amante per darsi alla fuga sotto l'effetto di stupefacenti. Ma le cose non vanno come previste ed ha un'incidente d'auto importante, che costringe la famiglia a saccheggiare dal "Nido" e pagare amici e conoscenti o giornalisti, ecc... con mazzette ben piazzate per insabbiare informazioni, nomi e accadimenti.

Ma a prescindere da ciò, tutti i suoi fratelli (Jack, Bea e Melody) faranno, come quasi tutti i fratelli almeno si spera facciano, "cerchio" attorno a lui, proteggendolo (erroneamente), giustificandolo (di nuovo erroneamente), per i suoi grossolani errori/calcoli ... tutto per il Nido. Si, perché nonostante i fratelli lo proteggano, non lo fanno solo per amore fraterno, ma anche perché essi stessi hanno intaccato il Nido: chi per debiti, chi per la famiglia, chi ancora per la ricerca del benessere e della pura vanità sociale.
Ma quel Nido è veramente ricco come tutti i Plumb pensano o è stato ipotecato da tutti debiti che hanno fatto i fratelli Plumb, sicuri ormai del denaro? Come andrà ripartita la somma? Quali saranno i progetti della famiglia?

i love eggs and nests:

E poi ci sono figure secondarie davvero interessanti (forse più dei fratelli Plumb stessi) come Stephanie, Matilda, Tommye c'è anche una signora Plumb. Forse la figura con maggiore carisma e polso della famiglia. Certo ha i suoi difetti, ma oltre al suo spiccato egoismo, il suo assoluto egocentrismo e il suo essere tremendamente eccentrica e cinica, ha forse qualche sentimento, una volta grattata la superficie piombata del suo cuore, ed un rapporto decisamente particolare nei confronti delle figlie.

Per tutto il tempo in cui ho letto questo romanzo ho avuto l'impressione che la stranezza e la bizzaria che sono contenute all'interno di ogni famiglia, fosse alla base di quello che la Sweeney andasse cercando in questa storia. Ovviamente ci sono sentimenti più o meno positivi, discordie e liti, nonché complesse dinamiche familiari alla base di tutto, però la storia rimane permeata di quel qualcosa di strano che non si riesce ben a identificarsi con una specifica persona o personalità, che non emerge immediatamente da una circostanza o da una situazione, che appartiene solo alla ricchezza, e a chi è talmente ricco che risulta distaccato dalla realtà, che non ha funi che lo conducano al quotidiano, al concreto. La famiglia Plumb è tanto ricca quanto folle, non è identificabile con qualunque lettore che viva di bollette e buste paga, che cerca di sopravvivere alla fine del mese. La famiglia Plumb è folle, ricca ed infelice.

Questa è la grande e sottintesa tematica di questa storia, di questo romanzo, che scava dalle fondamenta il rapporto tra gli appartenenti di una famiglia. La Sweeney è un esperto chirurgo che con la sua penna affonda nella ferita aperta di una famiglia per portare alla luce la parte "malata", ovvero quella vita che apparentemente è invidiabile, ci mostra come una famiglia che possiede tutto, che ha spalancate di fronte a se un mare di possibilità e conquiste, che vede due persone arrivare all'apice, arrivare a guadarsi tanto denaro da divenire non solo benestanti, ma davvero ricchi, che ampliano la famiglia con dei figli - i quali dovrebbero essere la forza motrice, la nuova linfa vitale - vede crepare il loro mondo su tutti i fronti. E devono ricostruire se stessi.

Pur essendo un romanzo scritto ponderatamente - anche se con periodi un po' lunghi per i miei giusti - anche se è una storia che ha lo scopo di essere uno specchio per tante famiglie, anche le nostre (ovviamente con la differenza di avere molti soldi, per fortuna loro) e volesse comunicarci come tutti siamo un po' infelici nel nostro piccolo nucleo, credo che "Il Nido" avrebbe potuto essere un po' più coinvolgente. Se ha una mancanza, infatti, la Sweeney, è proprio in questo, non appassiona come dovrebbe nelle vicende.
Ma nonostante questa critica, "The Nest/Il Nido" è un romanzo che riesce ad insinuare il dubbio sulle persone che ci sono accanto, che pone il dubbio sulla (buona) fede e che riesce nel suo intento. E' un libro che ci mostra il cinismo del mondo, la sua arroganza e la sua prepotenza, ma mi è piaciuto perché ci dice anche un'altra importante cosa: è al nostro Nido, quello a cui sempre tendiamo. Sempre.

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Cynthia D'Aprix Sweeney 
Ha vissuto a New York per oltre due decenni, lavorando come copywriter per varie aziende, e ora si è stabilita a Los Angeles con il marito e i due figli. Alcuni suoi saggi sono stati pubblicati sul New York Times. Il Nido è il suo primo romanzo, un esordio che ha fatto innamorare l'America e scalato le classifiche, e i cui diritti cinematografici sono stati acquisiti da Amazon Studios. www.cynthia-sweeney.com

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