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Mini recensione in anteprima: "Il profumo del caffè" di Anthony Capella

sabato 9 giugno 2012

"I cannot see what flowers are at my feet
Nor what soft incense hangs upon the boughs..."
Keats, Ode to a Nightingale

Un uomo perduto e ossesionato,
un bohémien,
un vizioso, un esteta, un oppiomane saltuario,
un negletto della sua società ...
... che possiede il dono sottile 
di tradurre il gusto in sapore
... di caffè.

"For I have learned to look on nature, not as in the hour
Of thoughtless youth, but hearing oftentimes
The still, sad music of humanity..."
Wordsworth, Lines Composed Above Tintern Abbey


 




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Il Profumo del Caffè
di Anthony Capella
pagine 526
prezzo 18.00€
Neri Pozza
già disponibile
--o--
                  





  Londra, 1896.
La molto più evocativa 
copertina americana.

Robert Wallis ha ventidue anni e conduce una pigra esistenza da esteta, tra oppio, vaghe aspirazioni letterarie, una raffinatezza ricercata e languidi incontri con donne di facili costumi. Vive in un limbo ozioso: non più studente, dopo l'espulsione da Oxford, non ha alcuna fretta di trovare lavoro, assistito com'è dalla benevola munificenza del padre. Il giovane bohémien ignora però di avere un dono prezioso: un palato molto sensibile e una "plume" precisa ed elegante, capace di tradurre in parole ogni sfumatura del gusto.. Il caso vuole che un giorno capiti al Café Royal, la brasserie frequentata da Robert e da una nutrita schiera di eccentrici nullafacenti come lui, Samuel Pinker, un mercante di caffè basso come uno gnomo e dall'aria compunta e sobria come la sua finanziera senza fronzoli. Perspicace come pochi, Pinker assolda il giovane esteta per un progetto rivoluzionario: creare un cofanetto di aromi per dare al caffè un lessico universale. Il mercante ha una figlia, Emily, una ragazza dal viso espressivo e vivace, e dai capelli setosi e dorati raccolti in una crocchia severa. La razionalità e tenacia di Emily, allevata dal padre all'insegna del progresso e della modernità, compensano perfettamente la mollezza sensuale di Robert e, con grande disappunto di Pinker, tra i due nasce un amore condito da profumi e sapori afrodisiaci.






 
Non è che non ci avesse pensato nessuno, prima di Capella intendo, a scrivere una storia sul caffè - il gusto amaro e inebriante, le spire vaporose, umide e profumattisime - ma Capella secondo me ha saputo catturare il fascino che ne ruota intorno. Capella abborda il lettore con un protagonista privo di ogni orpello dettato dall'epoca in cui vive e in cui si trova costretto suo malgrado, e ci conduce nei meandri di una storia tipicamente e piacevolmente torbida di quel periodo. Utilizza una vicenda accativante, decadente e talvolta spuria di misuratezza e gentilezza per conferire alla narrazione tutti quegli elementi che ci ricordano e in cui ci ritroviamo quando beviamo, o anche solo ci ricordiamo del sapore, del caffè.
Se ci pensate, in effetti, è in qualche modo quasi impossibile descrivere, o comunque tradurre in parole il profumo, il gusto, nonchè la piacevole sensazione che ci dà una sostanza torbida come il fango e morbida come la seta, eppure è uno stupore che diamo per scontato. 

Pregio assoluto di questo libro è proprio la (ri)considerazione del caffè in tutte le sue forme: 
 

tatto   (avete mai tuffato una mano nei chicchi del caffè?)
gusto (chi non l'ha mai gustato?)
vista (chi non conosce il suo colore?) 
e ovviamente l'olfatto (chi non si alza a sentirne l'aroma?). 


Non fatevi ingannare però, il caffè, inizialmente, potrà apparire quale semplice strumento per narrare una vicenda, per raccontare la storia del protagonista, ma ci si accorgerà, proseguendo nel romanzo, che esso invece costituisce il vero fulcro del libro! 
"Ancora una volta, proprio come il caffè ha una miriade sapori diversi, così nella storia caffè significa cose diverse per persone diverse. All'inizio del libro Pinker sostiene che il caffè è uno strumento di cambiamento morale. Per Emily, è la possibilità di dimostrare il suo valore nel mondo del lavoro. Per Robert, è inizialmente solo una scusa per essere vicino a Emily, ed è quindi un'esperienza sensuale e la possibilità di mettersi in mostra. In momenti diversi il caffè è un raccolto, una merce, una passione, un marchio, un farmaco. Non vedo il caffè come un simbolo o un cifrario: piuttosto, è solo il mezzo attraverso il quale queste storie sono giocate." Anthony Capella
E' una storia complessa, sotto un certo punto di vista, che mi ha veramente colpito, ho amato l'evoluzione del protagonista, inizialmente dedito solamente a se stesso e a quello che può dargli piacere. Robert, infatti, come ogni bohemien è un esteta e dunque si ama e vuole essere amato, sa di piacere e ricerca quest'ultimo per stesso in ogni sua forma (donne, assenzio, scrittura, oppio, ecc... ) quasi con dedizione, in una sorta di ricerca della sensualità sfrenata e nell'auto-indulgenza. Scoprirà presto che tutto ciò di cui non ha potuto fare a meno sino a quel momento ha dei limiti e saranno proprio questi che lo porteranno, non tanto alla redenzione, di cui forse non sente neanche troppo il bisogno, ma piuttotto una strada differente, che gli farà incontrare persone diverse e donne combattive e assolutamente affascinanti, come Emily. Quest'ultima e il confronto tra lei e Robert sono una delle parti più belle ed appassionanti del libro in quanto sono il momento di confronto non solo di due caratteri e persone totalmente differenti, ma anche di crescita, di bisogno di intagare in menti e vite contrapposte, non proprio in modo disinteressato ... ovviamente!
E' un librone, siamo nel'ordine delle 500  pagine, ma a mio modestissimo parere, è veramente una buona lettura, piacevole, interessante, sensorialmente appagante e oggettivamente ben scritta e narrata.
 
 Capella ci sa fare ed è un autore che consiglio anche in in lingua originale per chi ha la possibilità e la voglia di avventurarsi nelle sue opere, perchè tratta  temi insoliti da punti di vista particolari, con entusiasmo, passione e fascino. Inoltre scrive molto bene! 

 Voto: 9/10

Curiosità: Test per la personalità - a quale personaggio assomigliate?
http://www.anthonycapella.com/pages/books/various_flavours_of_coffee/personality_test.asp

L'autore:

Anthony Capella è nato in Uganda, Africa, nel 1962. Fu educato presso il St Peter’s College di Oxford dove si è laureato in letteratura inglese. 
"The Food of Love", il suo primo romanzo,  è stato tradotto in diciannove lingue ed è stato opzionato per lo schermo dalla Warner. 
Il suo secondo romanzo, "The Wedding Officer" è stato un best-seller internazionale ed è stato fatto un film dalla New Line.
Il suo ultimo romanzo è "The Empress of Ice Cream".

 Sito dell'autore: tutto da scoprire!
http://www.anthonycapella.com/index.asp



The Food of Love
Vi indico e sottolineo i suoi titoli perchè sono bellissimi: 

1. The Food of Love: Roma. Vivendo i piaceri sensuali di Roma per la prima volta, la studentessa Laura Patterson decide che vuole uscire con un cuoco. Così quando incontra il bel Tommaso Massi, che le dice che lavora presso il miglior ristorante a Roma,  è pronta per essere colpita dai fantastici piatti che egli cuocerà per lei. Tommaso ha un segreto, in quanto lo chef, in realtà è il suo migliore amico, Bruno. Bruno ha un segreto a sua volta - egli stesso si è perdutamente innamorato di Laura … Inizia così una deliziosa commedia degli errori, in cui si deve scegliere tra bellezza e passione, Bruno, Tommaso e Laura devoovranno decidere tra l'amicizia e l'amore...

The Wedding Officer2. The Wedding Officer: Napoli. Qui il protagonista compie un viaggio completamente diverso ed opposto rispetto a quello de "Il profumo del caffè", qui infatto il protagonista compie una graduale scalata che lo condurrà alla ricerca della sensualità e del piacere. Napoli, 1944. Il ventiduenne James Gould è un «Wedding Officer», responsabile addetto a scoraggiare i soldati britannici dallo sposare le donne locali. Quando diventa piuttosto bravo nel suo lavoro, le ragazze locali si  organizzano e gli fanno assumere una ragazza del Vesuvio chiamata Livia Pertini, come sua cuoca, nella speranza che la sua notevole abilità in cucina – per non menzionare la sua bellezza – saprà civilizzarlo. Sotto la sua influenza, James impara a smettere di preoccuparsi di poco importanti, ma quando il Vesuvio erutta, distruggendo il villaggio di Livia, egli si rende conto che anche lui dovrà fare una scelta tra il suo dovere e il suo cuore. 

The Empress of Ice Cream3. The Empress of Ice Cream: Versailles, 1670. Carlo Demirco è un maestro della moda nella nuova arte di creare aromatizzati gelati, con le sue particolari tecniche – sottratte alla Corte dei Medici a Firenze dove era cresciuto. Tecniche che sono un segreto che custodisce segretamente, in quanto lo hanno portato alla ricchezza, ad una buona posizione alla Corte di Luigi XIV e all'ammirazione delle donne. L'unica donna impermeabile al suo fascino,  sembra essere la ventenne Louise de Keroualle, una dama di compagnia - impoverita - ma orgogliosa, di Henrietta d'Orleans, sorella del re inglese. Quando Henrietta muore improvvisamente, Louise e Carlo vengono inviati a Londra, e i loro servizi offerti, intesi come un dono al re lutto. Uno di questi doni, tuttavia, è più gradito rispetto agli altri. Diventa chiaro ben presto che Carlo II vorrebbe che Louise fosse la sua amante e che i ministri più potenti dei due paesi intendono di assicurarsi che lei compia il suo dovere. In questo paese turbolento, ancora devastata dalle divisioni di un'aspra guerra civile, il re di ogni piacere è il soggetto di trame e intrighi. Ma Carlo è davvero troppo affascinato da Louise ed è determino ad aiutarla ad eludere le attenzioni del re, grazie anche al fatto che ora l'unico potere che gli è lasciato da maneggiare è attraverso i suoi squisiti gelati, ma presto egli dovrà decide… Dove sarà o a chi andrà la sua lealtà?
--o--


1 commento:

Anonimo ha detto...

Il libro l'ho trovato molto bello. L'ho finito in pochi giorni perché non riuscivo a lasciarlo.