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Recensioni in pillole: "Un cuore glaciale" di Marco Losciuto

venerdì 3 febbraio 2017



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Un 
cuore
glaciale
di Marco Losciuto
pagine 256
prezzo 13€
eBook 2.99€
Lettere Animate
già disponibile
voto:
..o..

Il Glaciale, uno spietato sicario, riceve un incarico da Albert Ziffer, un uomo tanto disperato da rivolgersi a lui per risolvere i suoi problemi. 
Il nome della nuova preda è Allison Carter. 
L’assassino si mette subito all'opera, ma sente una strana sensazione, un’adrenalina diversa dal solito, che lo costringerà a scoprire lati di sé ancora sconosciuti. 
La ragazza si ritroverà a lottare con le unghie e con i denti per salvarsi dai piani omicidi di Albert, che, essendo ormai divorato dai sensi di colpa per l’oscuro passato che coinvolge i due, sarà disposto a tutto per cancellare ogni prova. 
Allison scoprirà presto che le mani tese per aiutare non sempre appartengono a chi ci si aspetta.



Considerazioni.
Entrando nella storia di Losciuto si entra in un mondo di sicari, tinto di giallo e problemi che vengono risolti in modi non proprio convenzionale...

In "Un cuore glaciale" conosciamo un sicario in particolare, ovvero Il Glaciale, uno dei più duri e spietati, che viene incaricato da un certo Albert Ziffer per risolvergli un problema chiamato Allison Carter, la quale si troverà coinvolta in una vicenda davvero complicata da gestire, probabilmente anche molto più grande di lei e che la legherà a doppio filo con Il Glaciale, senza che i due possano muovere un passo senza la presenza dell'altro. Fino a che tutto non si sarà risolto definitivamente. 

Devo dire, innanzitutto, che ho trovato questo romanzo molto godibile, facile da leggere, scritto con semplicità e con uno stile che scivola via senza troppe costruzioni o giri di parole.

Ovviamente c'è anche un altro lato della medaglia. Se da un certo punto di vista, infatti, ho trovato la semplicità della scrittura un piacevole elemento, anche in vista di una lettura che non fondasse i suoi cardini sulla complessità, bensì sulla semplicità, la fluidità, la sostanza e gli avvenimenti giallo/thriller alla base, dall'altro lato ho pensato più volte, durante la lettura, che nonostante tutto avrei preferito maggiore complessità per i protagonisti della storia, che in qualche modo non riescono del tutto emergere dai loro ruoli, rimando intrappolati dalle loro caratteristiche simili, un po' stereotipate e non del tutto a me empatiche. 

Ho sofferto un po', ad essere onesta, il fatto di non riuscire a trovare una dimensione che permettesse a me e ai protagonisti di trovare un piano, o meglio una dimensione, che ci permettesse di essere sulla stessa lunghezza d'onda, perché è una di quelle cose a cui tengo molto, il legame ed il coinvolgimento nella lettura. Capisco però anche quanto sia immensamente difficile e complicato costruire un romanzo interessante, che sappia coinvolgere con i suoi personaggi ed al contempo riesca anche a creare abbastanza suspance da tenerti incollata al romanzo, riuscendo in ultimo a risolvere il puzzle in modo non banale o scontato. 

Non era davvero facile, lo ammetto, ma sono proprio convinta che Losciuto possa costruire trame ancora migliori, più convincenti, magari con maggiore attenzione a piccoli vuoti nella trama, con meno stereotipi e con maggiore coinvolgimento tanto a livello di trama che di personaggi. Intanto posso consigliarvi questo romanzo se amate le trame gialle, se volete leggere un romanzo che non complica troppo le cose e se avete voglia di farlo anche solo in un fine settimana.



Marco Losciuto
"Sono nato il 31 gennaio del 1990 a Cecina (Livorno). A fine liceo mi sono trasferito a Firenze per studiare all'università Lettere moderne, unica materia che mi è sempre interessata.  Purtroppo non ho terminato gli studi, perché ho sempre avuto intenzione di mantenermi per conto mio e quindi il lavoro ha presto acquisito priorità. Ho iniziato a lavorare nella sorveglianza nella grande distribuzione, cambiando poi il datore di lavoro in un’azienda di investigazione privata (sorveglianza,guardia, investigazione ecc.). Quando la ditta ha iniziato a risentire della crisi ed ha iniziato a calare lo stipendio, sono stato costretto a licenziarmi e a tornare a casa. Al momento sono in cerca di lavoro. La scrittura ha sempre fatto parte di me. L’opera in questione ad esempio l’ho scritta circa 5 anni fa e solo ultimamente mi sono deciso a proporla per la pubblicazione. Scrivo come valvola di sfogo. È l’unico momento della giornata in cui il mondo non esiste, ma esiste solo quello che io creo."

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