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Monthly Preview. Le letture di Maggio del Bostonian Library

mercoledì 2 maggio 2018




Carissimi lettori eccomi oggi, dopo un breve ma necessario periodo di riposo che anelavo da tempo, ad informarvi sulle mie prossime letture di Maggio. E' una decisione nuova, quella di presentarvi i libri che recensirò, ma ho deciso di farlo perché mi sembrava una cosa carina presentarvi i romanzi che sicuramente recensirò nelle prossime settimane. Ci saranno sicuramente altre recensioni, ma sono legate all'aleatorietà del periodo e agli impegni a cui mi trovo vincolata o per lavoro o per altre ragioni, per cui non sicura al 100% di garantirvele ... queste invece sono sicure!

Per questo maggio sono riuscita ad acquistare delle promettenti letture! Non solo infatti la Neri Pozza (dalle quale da qualche tempo non ero rapita da un titolo) ha pubblicato ben due titoli interessante e dalla copertina meravigliosa, ma anche la Astoria ha attirato la mia attenzione (questa volta non solo per via della Beaton e le sue straordinarie serie) con due titoli che fanno fare un salto nel passato ed infine ho comprato un titolo della Einaudi che non potevo non comprare, dato vivo praticamente per leggere ...

Ma vediamo nel particolare le trame di questi romanzi (ricordo, a chi se lo fosse perso, che ho già fatto un post di due di questi romanzi, per presentarne l'uscita, potete leggerlo QUI) 😉!



...o. I prossimi romanzi che recensirò .o...



Il tavolo del Faraone
Di Georgette Heyer
Pagine 271
Prezzo 17€
Astoria Edizioni

La bella Deborah Grantham è una giovane donna intelligente e di buon carattere che, per una serie di rovesci finanziari famigliari, aiuta la svampita zia a gestire una casa da gioco, tenendo in particolare il tavolo del faraone, gioco di carte all’epoca molto in voga. Il suo temperamento focoso e passionale la spinge a comportamenti impulsivi e, quando si rende conto della pessima reputazione che, per un equivoco, l’aristocratico Max Ravenscar – uomo facoltoso, arrogante e altrettanto intelligente – si è fatto di lei, decide di sfidarlo senza esclusione di colpi, adottando atteggiamenti sempre più sfrontati e lasciandolo crogiolare nel suo fraintendimento. 
Due protagonisti degni della migliore Heyer si affrontano in questo libro mettendo in gioco tutta la loro umanità fatta di grandi pregi e indubbi difetti, fino alla tanto attesa e sospirata capitolazione finale. Altrettanto ben descritti sono i personaggi che accompagnano i protagonisti, dal cinico libertino consumato dai troppi vizi ai giovani e ingenui rampolli, uomini e donne, che affrontano la società e le sue ferree regole con passo incerto, reso un po’ più sicuro solo dalla spavalderia della giovane età.



Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey
di Mary Ann Shaffer and Annie Barrows
Pagine 304
Prezzo 17€

Astoria Edizioni
È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All’improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams – che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto – e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un’intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l’occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. 
Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita. Pubblicato in 37 Paesi, a lungo in vetta alla bestseller list del “New York Times”, presto un film.
Un libro raro, che farete fatica a dimenticare.




A casa di Jane Austen
di Lucy Worsley
Pagine 480
Prezzo 19€
Neri Pozza
Il mondo dei romanzi di Jane Austen è domestico, ordinato, intimo. I suoi personaggi abitano in villini deliziosi, residenze di campagna principesche ed eleganti palazzi cittadini. Si è tentati perciò di credere che anche la vita della grande scrittrice si sia svolta in ambienti analoghi. Nulla di più lontano dalla realtà. L’esistenza di Jane, in apparenza tanto tranquilla, fu segnata da porte chiuse, strade che non le fu consentito imboccare, scelte che non poté compiere. La piccola somma guadagnata a fatica grazie ai suoi libri non bastava a consentirle di avere una casa tutta sua, e la morte del padre la costrinse a peregrinare tra abitazioni in affitto o presso parenti che le riservavano il destino proprio delle zie nubili: badare ai bambini.
Leggendo i suoi romanzi, così pieni di case amate, perdute, sognate, si comprende bene come il desiderio struggente di una casa vera, di un luogo protetto dove mettere al sicuro i propri manoscritti e scrivere senza il peso delle faccende domestiche, non l’abbia mai abbandonata.
Dalla modesta canonica di Steventon, circondata da castagni e abeti e da «uno di quei giardini vecchio stile nei quali convivono verdure e fiori», in cui Jane nacque e crebbe, fino al cottage di campagna di Chawton, nell’Hampshire, dove trascorse gli ultimi anni della sua breve vita, Lucy Worsley, con una scrittura affascinante e spiritosa, perfettamente in tono con i romanzi della Austen, ci conduce nella quotidianità della scrittrice più amata, mostrando le sue giornate buone e quelle storte, i piaceri privati e le incombenze, quelle «piccole cose dalle quali dipende la felicità quotidiana della vita domestica», e che lei elevò ad arte.


Il peso dell'Inchiostro
di Rachel Kadish
Pagine 704
Prezzo 18€
Neri Pozza
Londra, novembre 2000. Helen Watt, una studiosa di storia ebraica sull’orlo di un pensionamento obbligato, viene convocata per visionare alcuni documenti ritrovati in una casa del tardo XVII secolo. Consulenze come questa non sono insolite, nella sua professione: talvolta capita di scoprire vecchie carte in una soffitta oppure sul fondo di un baule di famiglia e, se non si intende informare la Soprintendenza, ci si rivolge alla facoltà di Storia dell’Università. Il giorno prima, però, un uomo ha telefonato chiedendo specificamente di lei. Giunta sul posto, Helen non riesce a trattenere l’emozione: all’interno di un ripostiglio segreto, nel vano rettangolare nascosto da un pannello, la aspettano due palchetti colmi di documenti: lettere in ebraico e portoghese risalenti a più di tre secoli prima, fascicoli sciolti, volumi rilegati in cuoio dai dorsi sbiaditi. Una testimonianza inedita e preziosa della rifondazione della comunità ebraica dopo quasi quattro secoli di espulsione dal suolo inglese.
Avvalendosi dell’aiuto di Aaron Levy, uno studente americano alle prese con una tesi sulle possibili connessioni fra l’opera di Shakespeare e gli ebrei rifugiatisi nella Londra elisabettiana per sfuggire alle persecuzioni, Helen scopre che le lettere appartengono al rabbino HaCoen Mendes, uno dei primi insegnanti della rifondata comunità ebraica londinese, accecato dall’Inquisizione in gioventù.
Vergate per lui da uno scriba, le lettere recano in basso, nell’angolo a destra, la lettera ebraica aleph, iniziale del nome del misterioso copista, su cui si concentrano le ricerche dei due studiosi. Ricerche che li condurranno dinnanzi a una sconcertante rivelazione: a tradurre sulla carta i pensieri del rabbino non era, come hanno creduto sino a quel momento, un suo studente, ma una donna. Poco alla volta, dalle pergamene finemente vergate, emerge il ritratto di Ester Velasquez, una giovane ebrea che, nella Londra del XVII secolo, combatte per le uniche due cose capaci di dare un senso alla sua esistenza: la libertà e la sete di conoscenza.
Ricco di dettagli storici e impeccabilmente scritto Il peso dell’inchiostro «introduce i lettori al mondo anglo-ebraico del XVII secolo. La narrazione dal ritmo incalzante e i personaggi ben tratteggiati resteranno a lungo nel loro cuore» (Library Journal).


Una vita da Libraio
di Shaun Bythell
Pagine 384
Prezzo 19€
Einaudi
Si può avere una vita avventurosa anche seduti su uno sgabello.
Un paesino di provincia sulla costa scozzese e una deliziosa libreria dell'usato. Centomila volumi spalmati su oltre un chilometro e mezzo di scaffali, in un susseguirsi di stanze e stanze zeppe di erudizione, sogni e avventure. Un paradiso per gli amanti dei libri? Be', piú o meno…
Dal cliente che entra per complimentarsi dell'esposizione in vetrina, senza accorgersi che le pentole servono a raccogliere la perdita d'acqua dal tetto, alla vecchietta che chiama periodicamente chiedendo i titoli piú assurdi, alle mille, tenere vicende di quanti decidono di disfarsi dei libri di una vita. The Book Shop, la libreria che Shaun Bythell contro ogni buonsenso ha deciso di prendere in gestione, è diventata un crocevia di storie e il cuore di Wigtown, villaggio scozzese di poche anime. Con puntuta ironia, Shaun racconta i battibecchi quotidiani con la sua unica impiegata perennemente in tuta da sci, e le battaglie, tutte perse, contro Amazon. La sua è l'esistenza dolce e amara di un libraio che non intende mollare. Con l'anticipo dell'edizione italiana, Shaun sta finalmente ricostruendo il tetto della sua libreria.


Voi ne stat leggendo qualcuno? In attesa delle recensioni, e dandovi appuntamente al post di domani vi auguro una bellissima giornata (anche se per quanto mi riguarda alquanto piovosa ...) e tante belle letture! A domani 😉



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